La bella residenza di San Martino in Casola con la sua loggia e controloggia è esempio tipico di architettura bolognese di villa della seconda metà del cinquecento.
Fu verosimilmente costruita o ristrutturata dai Lucchini, famiglia di ricchi mercanti genovesi stabilitasi a Bologna e travolta sul finire di quel secolo da un grave dissesto economico per la perdita di un galeone ricco di oggetti preziosi.

All'interno un fregio pittorico - elemento caratteristica di tante ville e palazzi rinascimentali di Bologna - decora le sale del piano nobile costituendo con le sue raffigurazioni, una straordinaria testimonianza della vita in campagna. Mani veloci descrivono il vagabondare di donne in portantina, di giovani in slitta, di fanciulle in berlina davanti a fondali paesistici di gusto nordicheggiante. Si ha poi una ricca sequenza di divertimenti in villa. Non sono intrattenimenti sofisticati, ma semplici girotondo di dame e cavalieri attorno all'albero della cuccagna, sono partite a carte in famiglia, in piedi accanto alla tavola, oltre che a tanti giochi alla palla. Ma sono gli scomparti con le raffigurazioni che hanno il ruolo preminente: ad essi è riservato l’ambiente più importante della casa, vale a dire la grande loggia passante, ove vengono raffigurati i modi più svariati di cacciare. Una data in parte abrasa dipinta nel fregio può essere letta 1576 o 1581.

Anna Maria Matteucci in ""Ville del Bolognese" ed. Zanichelli

© 2014 Villa San Martino  · credits

Via Schiavina, 1 •San Martino in Casola• 40050 Monte San Pietro (Bologna)